| Scritto da Calcio Femminile,
06-04-2009
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L'amore per il calcio e le differenze di genere |
Non sono pagate nemmeno un millesimo dei colleghi maschi, le loro
partite non sono trasmesse in prima serata e giocano in campi da
calcio poco conosciuti. Abbiamo intervistato Patrizia Panico, capitana della Nazionale Calcio Femminile
per scoprire un mondo di differenze (con il calcio maschile), di
passione e amore per lo sport. Un amore che tenta di
scavalcare le differenze di genere.
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Il tuo ruolo sul campo e i tuoi più grandi successi: quali sono?
Il mio ruolo è attaccante. Solitamente faccio la prima
punta ma non disdegno di giocare accanto a delle prime punte, diciamo
che nel corso degli anni mi sono adattata a giocare con chiunque ed
ormai non fa differenza, l’importante è essere la
davanti e far gol…i miei successi maggiori sono quelli legati alle vittorie di
squadra perchè questo è uno sport di squadra e le emozioni più grandi sono quelle
che si possono condividere con le compagne. La più bella vittoria: il primo scudetto con la
Lazio…
Ma sulla carta d’identità che professione hai segnato? Calciatrice?! :)
Sulla carta d’identità ho messo studentessa.
Abbiamo letto nella tua biografia che fin da
piccolissima la palla era il tuo prolungamento, che appena trovavi un
minuto di libertà volevo giocarci. Ma come ti sentivi ad essere una
ragazzina con un sogno così maschile? Lo percepivi così maschile o no?
Sì in effetti ero considerata un “maschiaccio” perchè le mie
compagne stavano tutte con le bambole,ma a me non importava niente,io
andavo avanti per la mia strada e con il mio pallone, dei giudizi degli
altri non mi è mai importato niente.
Ti sei mai sentita discriminata nel mondo del calcio? Hai mai ricevuto o sentito frasi misogine?Sì
spesso è successo, ma ti ripeto non mi interessa molto degli altri
soprattutto quando si è di fronte all’ignoranza e all’invidia.
Perché il calcio femminile non è riconosciuto e seguito come quello maschile? È solo questione di differenza di genere?
Beh la differenza di genere se si vive in Italia è
sostanziale in tutti i campi, figuriamoci nello sport dove le donne
hanno cominciato a praticarlo moltissimi anni dopo e figuriamoci nel
calcio che per eccellenza è sempre stato ed è considerato un sport da
uomini. Quindi sì, è soprattutto una questione di genere.
Secondo te vedremo mai le partite di calcio femminile trasmesse in tv, magari in prima serata, su Raiuno?
No assolutamente no. Gli interessi economici che ci sono nel calcio maschile non lo
permetterebbero: altra regola sulla differenza tra calcio maschile e femminile.
Che rapporto avete con sponsor, campi da calcio e
pubblico? A noi sembra che ci sia una differenza abissale con il calcio
maschile!
Ecco si nel femminile è ancora tutto da costruire, manca la volontà
di trovare le modalità per incentivare, promuovere ed organizzare una
macchina economica che
potrebbe dare gli stessi risultati che ha dato nel maschile, basta
pensare nel mondo quante donne ci sono e quante di queste donne la
domenica vanno allo stadio, si potrebbe creare del business ma non c’è
la voglia.
Da spettatrice come vedi il calcio maschile? Come vedi e
cosa pensi davanti a tutti i soldi e il business che circolano intorno
al calcio maschile?
Ecco sembra quasi che anticipo le tue domande, non posso dire che disprezzare il
calcio, è il mio mondo, ma posso dire che contesto vivamente la poca trasparenza e
correttezza che gira intorno al calcio,vuoi per motivi economici,vuoi per altri
interessi. Io amo la lealtà che c’è nel calcio femminile, meno soldi ma più verità.
Cosa sogna Patrizia Panico?
Tutto…dal riconoscimento delle capacità delle donne alla meritocrazia,
al vincere un mondiale o un europeo,ad essere laureata, ma anche ad
essere quello che sono e quello che sognavo da piccola:il capitano
della Nazionale.
Abbiamo visto da alcune foto che hai un fisico molto atletico e muscoloso. Che rapporto hai con il tuo corpo?
Beh a me sembra un complimento, non faccio la modella quindi tutte le mie sedute
di allenamento sono pensate esclusivamente per avere un fisico atletico che mi permetta di
essere al top in partita,questo non significa per me essere poco femminili,anzi sta
a significare essere un’ atleta.
Com’è la tua vita di tutti i giorni? Quanti sacrifici devi fare? Raccontaci una tua tipica giornata, dalla mattina alla sera.
Una mia giornata tipo è frenetica, mi alzo la mattina
alle 8, sistemo un po’ casa perché abito sola e quindi devo svolgere le
mansioni di casalinga. Poi vado in palestra o sul campo a seconda dei
giorni, faccio le mie 2 ore di allenamento, mangio una cosa veloce e
via a lezione all’università. Finisco e corro a casa a studiare un pò
oppure a fare un pò di boxe in palestra oppure ad allenarmi con una
squadra maschile, dipende dai giorni. Poi cena o a casa o fuori con i
miei amici,che però spesso trascuro perchè la sera arrivo distrutta.
E la domenica allo stadio a vedere la mia Lazio.
Sito internet di Patrizia Panico: www.patriziapanico.it
Articolo scritto da Chiara Levi via
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