| Scritto da Calcio Femminile,
27-02-2009
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Il suo programma e le sue strategie per far crescere il pallone in rosa |
Bologna, 27 febbraio 2009 - “Serve una grande impresa internazionale,
così il calcio femminile in Italia potrà spiccare il volo”. Ad
affermarlo è Giancarlo Padovan, il primo giornalista che entra a far
parte del Consiglio Federale della Figc, che lunedì è stato eletto alla
presidenza della Divisione Calcio Femminile. Succede alla professoressa
Natalina Ceraso Levati, che era in carica dal 1997.
Direttore del quotidiano sportivo ‘Tuttosport’ dal
2002 al 2008, attualmente è presidente della società editrice del
Corriere di Livorno, di cui è anche direttore responsabile. Allenatore
di base dal 1988, ha svolto attività esclusivamente nel settore
femminile, essendo stato assistente allenatore del Fiammamonza (serie
A) per due stagioni, selezionatore della rappresentative piemontese di
serie C e D e, per tre stagioni, allenatore del Torino Calcio Femminile
(serie A).
All’assemblea ordinaria elettiva riunitasi a Roma,
erano presenti 70 società sulle 86 aventi diritto al voto, di cui 23
rappresentate per delega. L’elezione di Padovan, candidato unico, è
avvenuta per alzata di mano all’unanimità, ad eccezione di un unico
astenuto, il presidente del Como 2000 Antonio Aquilini.
Riforma dei campionati e della Coppa Italia e un forte impulso al marketing e alla comunicazione sono le basi del suo programma.
“Prima vorrei fare una premessa di metodo. Se entro due anni solari io,
con il mio gruppo, non avrò raggiunto questo programma di minima,
rimetterò il mandato al volere dell’assemblea. Ci tengo a questo
appuntamento di verifica di metà mandato, gli altri due anni vogliamo
riguadagnarceli. Riguardo agli obiettivi, marketing vuol dire
visibilità. Alle società servono risorse per vivere, sopravvivere o
cominciare a vivere, la Divisione deve trovarle, aiutare a trovarle e
poi ridistribuirle secondo la logica di chi vince. Sosterremo con
incentivi anche economici chi svilupperà un adeguato programma di
settore giovanile”.
Come intende aumentare il numero delle praticanti?
“Facendo proselitismo nel territorio e soprattutto appoggiandoci alle
scuole. Uno dei nostri obiettivi è quello di stabilire un protocollo
d’intesa con tre ministeri: Pari Opportunità, Pubblica Istruzione e
Gioventù. Vogliamo un input e un riconoscimento concreto dal governo
per incrementare le nostre attività, al fine di mettere a punto
strategie comuni”.
Un grande risultato, ad esempio a livello di Nazionale, potrebbe attirare più calciatrici.
“Il titolo europeo vinto dall’Under 19 nella scorsa estate, ovvero
l’unico titolo vinto da una nazionale di calcio italiana a livello
internazionale nel 2008, avrebbe dovuto essere sfruttato per il
reclutamento nel territorio. Le nazionali sono assolutamente trainanti
rispetto ai campionati stessi”.
Se si pensa al calcio femminile in Italia il pensiero non
può che andare a Carolina Morace, di recente diventata l’allenatrice
della Nazionale femminile canadese. Ha dichiarato che ha scelto
l’estero perché da noi non c’era un progetto…
“E’ senz’altro la più grande calciatrice italiana. Dovrebbe riconoscere
anche che la sua esperienza come allenatrice lo deve alla nostra
Nazionale di calcio femminile”.
Dalla sua esperienza sul campo, cosa porta in Federazione?
“Da allenatore, posso dire di essere entrato in contatto con tutti gli
aspetti della realtà del calcio femminile. L’aspetto economico è senza
dubbio prevalente: il primo problema sono i soldi, basti pensare al
peso delle trasferte e al regime di semiprofessionismo: di fatto i
campionati sono dilettantistici, ma gli aspetti economici e normativi
sono regolamentati come nei professionisti. A livello organizzativo, la
situazione è buona grazie all’operato della Divisione: le società si
sono formate dal punto di vista del know how tecnico e normativo”
Ci può delineare il movimento del calcio femminile italiano?
“L’Italia è dodicesima nel ranking Fifa. Le praticanti sono 23mila,
militano in 88 società: 12 in serie A, 24 in due gironi di serie A2,
poi ci sono 4 gironi di serie B. Le serie C e D sono di competenza dei
comitati regionali. C’è poi un campionato primavera, nato nel 2000 e
nazionale dal 2003, con 100 squadre iscritte. Oltre alla Coppa Italia e
alla Supercoppa Italiana, ci sono poi i trofei internazionali: la Uefa
Women’s Champions League e l’Italy Women’s Cup. Tra le manifestazioni,
vi sono poi i tornei, il Beppe Viola e Giovani Calciatrici. Sono tre le
squadre nazionali: la nazionale A, l’Under 19 e l’Under 17. Stiamo per
far nascere il beach soccer femminile, un altro modo per coinvolgere le
ragazze e promuovere questo sport in rosa: le donne non solo sanno
giocare a calcio, ma lo sanno anche giocare bene”.
Articolo di Chiara Barin sul Quotidiano Sportivo del 27/02/2009
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