Forza, ditemi quante volte la vostra fidanzata ha esclamato: "Stai sempre a parlare di calcio!". Lasciate perdere, conosco perfettamente la risposta. Questa volta ho voluto spiazzare un po' tutti e parlare di pallone con una donna che ne "mastica" da anni e ne capisce parecchio. Si tratta di Patrizia Panico, il più grande attaccante che il calcio femminile nostrano abbia mai partorito. Una giocatrice di livello internazionale, che avrebbe meritato di volare in Women's Professional Soccer, se non fosse stata bloccata dai problemi che il dilettantismo comporta.
Ma la Juventus non molla...
"E' una grande squadra che basa la sua forza sulla sua storia - spiega Patrizia - Non avendo le stesse disponibilità economiche dell'Inter la dirigenza bianconera ha puntato su giocatori che volessero dimostrare le loro doti in bianconero. Quando metti una maglia come quella è difficile non dare il massimo. Anche dei giocatori non di altissimo livello si sentono caricati da quei colori. E' normale. Basta vedere la storia, i trofei della Vecchia Signora".
Poi c'è il Milan che da anni non riesce a inserirsi nel discorso scudetto...
"E' una squadra costruita per fare business. Sembra quasi che conti di più l'immagine piuttosto che i risultati".
Dato che dici quello che pensi senza troppi giri di parole ti butto lì un nome: Ibrahimovic...
"E' un grande. Immenso. Solo lui può fare un gol come quello del 3-0 con la Reggina".
Però nei momenti che contano fa sempre scena muta...
"E vero che stecca le partite più importanti, ma è anche vero che a sbagliare è tutta l'Inter. Non mi sembra giusto attaccare solo lui. Quando una squadra non fa bene a soffrire maggiormente è l'attaccante. Ibra non può vincere da solo e proprio per questo motivo non si può neanche dire che a perdere è solo lui".
Parliamo Champions: il Manchester Utd era più forte?
"Non credo sia più forte. Ha individualità di spessore, ma l'Inter non è da meno. Il problema di fondo è la mentalità italiana. Siamo troppo tattici, mentre all'estero lasciano più spazio alla fantasia dei giocatori. In Italia obbligherebbero Cristiano Ronaldo a stare dentro degli schemi. Ferguson ha un impianto difensivo ben organizzato, ma in attacco dà una certa libertà ai suoi giocatori. Al momento il miglior calcio si gioca in Premier, non c'è dubbio".
A questo punto buttiamoci anche su Juventus e Roma...
"La Juve ha fatto quello che poteva, la Roma ha disputato un grande ritorno, poi ai rigori può succedere di tutto".
Ho capito che Ibra ti piace parecchio, ma il tuo preferito chi è?
"Più di tutti mi piace Rooney. E' il più concreto, un campione capace di sacrificarsi per la squadra. Ronaldo è tecnicamente più forte, ma troppo individualista. Adoro Ibra, ma gli scarsi risultati con Inter e Svezia non gli giovano sicuramente".
Però non hai citato Messi...
"Leo è fortissimo, ma non lo vedo così completo come Rooney. L'argentino salta sempre l'avversario e segna, ma la Liga è un altro mondo. La Premier è un campionato di altissimo livello dove i difensori sono duri e ostici. Forse lui avrebbe qualche problema, dato che fisicamente non è ben strutturato".
Sei tifosa laziale, ma al momento quale squadra ti diverte di più?
"Seguo la mia Lazio, ma adesso in effetti non mi fa divertire moltissimo. Il Genoa? Esprime un bel calcio, ma a me non dispiace la Sampdoria di Cassano".
Assist perfetto per la mia prossima domanda: Antonio non è stato convocato in Nazionale...
"Non chiamare Cassano in azzurro è un insulto al calcio. Non ci sono scuse e non mi dicano che è troppo individualista, perché nella Samp sta dimostrando di essere molto altruista. Sforna assist a ripetizione per i compagni. Tra l'altro mi sembra molto maturato, quindi parlare ancora adesso del suo carattere difficile mi sembra fuori luogo. Secondo me basta saperlo responsabilizzare come hanno fatto Mazzarri e Donadoni".
A questo punto ecco l'altra patata bollente: Amauri...
"Se uno è naturalizzato italiano è giusto prenderlo in considerazione. Vale come gli altri. Però è assurdo parlare di lui quando ci sono così tanti attaccanti italiani sui quali puntare. Pazzini è 50mila volte meglio di Amauri".
Andiamo avanti e passiamo al problema delle due giocatrici dilettanti del Lione. La Abily e la Bompastor sono volate negli Usa per diventare professioniste e giocare con Los Angeles Sol e Washington Freedom, ma l'OL vuole un "premio" di 500mila euro. Lo stesso capitò a te nel 2000...
"Io potevo andare a Philadelphia, ma non essendo professionista la mia squadra di appartenenza (Lazio, ndr) voleva che il club statunitense pagasse un premio, un indennizzo per lasciarmi partire. Inutile dire che non se ne fece nulla, dato che le cifre di cui si parlava erano assurde".
Possiamo dire che molte di voi sono incatenate al dilettantismo...
"Bisogna fare qualcosa per cambiare questo sistema. Ci vogliono regole, ma anche giuste proporzioni. Molte di noi hanno perso occasioni uniche. Non dico di aprire le frontiere e basta, ma farlo con un regolamento che non danneggi così tanto noi giocatrici".
Discorso ineccepibile. Siamo, purtroppo, ai saluti finali. Ultima battuta: se quale calciatore di Serie A saresti?
"Questa domanda me la fanno tutte le volte, ma non so mai cosa rispondere. Mi piace muovermi in area per trovare la zampata vincente, ma non disdegno il gioco sulla trequarti. Mi muovo molto, ma non ho un nome da darti". Benissimo così. Ha vinto 8 volte la classifica cannonieri in Italia e segnato 62 gol in nazionale, due dei quali ci hanno regalato la qualificazione agli Europei 2009. Niente paragoni, lei è Patrizia Panico, punto e basta. Grazie mille e a presto.