header

Contact
| Calcio Femminile
Nessun utente registrato online
Guests: 26
Calcio femminile - Home arrow Fuori dal campo arrow Cristina Cini: L'Espresso l'ha definita "bandierina Rosa"
Image
             | 
Menu principale
Calcio femminile - Home
Chi siamo
Notizie dai campi
Comunicati ufficiali DCF
Fuori dal campo
Forum
Cerca nel sito
Corsi
Archivio notizie
Norme della community
Pubblicità
Sponsor e marketing
Community
Cerca profilo
Nazionale
testForm
Amministratore
Questionario per atlete
Community
Calcio Femminile Chat
Abbiamo 26 ospiti online
header
 
Benvenuto su Calcio Femminile! La community italiana interamente dedicata al calcio femminile. Play Your Passion! :::Calcio femminile: news , risultati , classifica , sponsoring, risorse e curiosità sul calcio giocato dalle donne:::
 

questionario_atlete

    
questionario_allenatori
Gli ultimi commenti dei lettori
header
Cristina Cini: L'Espresso l'ha definita "bandierina Rosa" PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 0
ScarsoOttimo 
 

Scritto da Calcio Femminile, 10-03-2009

Pagina vista : 1656    

Favoriti : 46


cristina_cini
  Cristina Cini, 39 anni. È la prima guardalinee donna. In un mondo di maschi
Ora che non è più una novità, dopo sette stagioni di serie A e B, azzarda anche un filo di trucco prima di scendere in campo: "Vista l'età...", sorride Cristina Cini, 39 anni da Firenze, la prima donna guardalinee (pardon: 'assistente') del calcio italiano. Prima e, ad alto livello, ancora unica: sembrava l'inizio di una nuova era, quando debuttò in Juventus-Chievo il 24 maggio del 2003, ma forse si tratta di ere geologiche, dato che il mondo del pallone rimane assolutamente maschile e le donne sono ancora delle intruse. "Speravo di essere un'apripista e invece sono rimasta un caso isolato, ma la speranza non muore mai. Qualcuna brava dietro di me in serie C c'è", dice la Cini, diplomata al liceo artistico e pittrice di acquerelli per hobby e per arrotondare ("Riproduco stampe antiche e paesaggi"). Alle pareti della sua casa nel bosco, in Val di Sieve, appende quelli: neanche una sua foto in azione.

La sua presenza in partita non desta più scalpore né curiosità né sarcasmo: ci hanno fatto tutti l'abitudine, sia calciatori che tifosi, e al massimo devono ricordarsi di declinare al femminile gli insulti. Tanti e impietosi dalle tribune, dove la pari opportunità trionfa. Meno, molti meno, dal campo, dove si è guadagnata la stima e la fiducia di tutti sbagliando poco e non combinando mai grossi guai da moviola. La galanteria non c'entra, anzi: fatto il primo inchino e il primo sorrisino (ironico) di benvenuto nel paradiso degli orchi in mutande, non fosse stata all'altezza l'avrebbero sbranata con tutta la bandierina, peggio di una che s'addormenta in macchina all'incrocio.

"Ormai mi hanno abbastanza accettata. All'inizio c'era più curiosità che diffidenza, ma tanti calciatori e dirigenti li conoscevo sin dai tempi della serie C. Offese non ne ho mai sentite, qualche gesto di stizza nei miei confronti c'è ma è nella norma: né più né meno di quelli rivolti ai miei colleghi maschi. L'impegno vero è soprattutto quello atletico per poter superare i test fisici obbligatori, dove forse devo mettere una percentuale di fatica in più per colmare il gap. Ma avendo fatto atletica da ragazza sono avvantaggiata".



Il segreto per farsi rispettare è lo stesso delle altre pioniere, come le presidentesse Rosella Sensi (Roma) o Francesca Menarini (Bologna): "Cercare di passare del tutto inosservata. Mi sono sempre presentata in maniera seria e con la voglia di lavorare bene", dice la Cini, internazionale dal 2004. Ci vuole il microscopio per vedere le quote rosa nel calcio: "Eppure noi donne forse potremmo portare un po' più di educazione in campo e un po' meno violenza fuori, chissà". Qualche calciatore più simpatico c'è, ma niente nomi: è pur sempre un arbitro, quindi asessuata per definizione come gli angeli. "Trovare un mazzolino di fiori ogni tanto nel mio spogliatoio fa piacere. Tutto lì". Avance mai, situazioni imbarazzanti nemmeno: finirebbero a referto.

Il marito Fosco, con cui è sposata da 14 anni, fa l'autista di autobus e iniziò il corso arbitri con lei, ma dopo cinque anni mollò. Non la segue mai. "È venuto solo al debutto. Deve restare a badare i nostri sette cani. Non mi metterebbe a disagio né soffrirebbe di quel che sente dirmi sulle gradinate, mi sembra solo assurdo che venga: è così comodo il divano". Magari ai Mondiali femminili in Thailandia e Cile o alle ultime Olimpiadi di Pechino, dove Cristina ha sbandierato in quattro partite fino alla semifinale, Fosco poteva anche portarselo. "Ma tanto quando torno, va in vacanza lui".

A voler poi essere precisi, la vera parità sarà raggiunta quando a una donna sarà concesso anche di metter piede dentro ad un campo di serie A, senza esser lasciata sulla soglia a scorrazzare ai bordi, col divieto di violare quel sacro confine di gesso bianco: ma per riuscirci bisogna armarsi di fischietto, la bandiera non basta. In questa giustizia le carriere sono separate. "A me il fischietto non è mai mancato: faccio l'assistente da tanto, mi viene bene, mi diverte ed è già parecchio complicato".

Via


   
Segnala sul tuo blog
Favoriti
Stampa
Invia a un amico

Commenti utenti  File RSS dei commenti
 

Valuazione utenti

   (0 voto)

 


Aggiungi il tuo commento
Nome
Titolo  
 
Commento
 
Caratteri rimasti: 600
 
   
   

Nessun commento postato



mXcomment 1.0.9 © 2007-2012 - visualclinic.fr
License Creative Commons - Some rights reserved
< Prec.   Pros. >
Calcio Femminile - L'unico social network gratuito dedicato al calcio femminile
 
header
Annunci in vetrina
Consigliere personale Calcio femminile
08/07/11 15:58 Leggi il commento
Scritto da Claudio

Consigliere Personale Calcio Femminile
08/07/11 15:52 Leggi il commento
Scritto da Claudio

Consigliere Personale Calcio Femminile
08/07/11 15:42 Leggi il commento
Scritto da Claudio

seried
28/06/11 19:18 Leggi il commento
Scritto da benessere

CAVALLO
11/06/11 20:16 Leggi il commento
Scritto da AMALA DE NICOLA

 
Sport