Il sindaco di Bagheria, Biagio Sciortino, riceverà mercoledi 29 dicembre alle 16,00, nel proprio ufficio la squadra di calcio femminile serie B di Bagheria.
Le "Aquile" della Città delle Ville, accompagnate dal tecnico asprense, Enzo Scalia, saranno accolte dal sindaco, dall'assessore allo sport Emanuele Tornatore, dal presidente circoscrizionale, Giovan Battista Caputo per uno scambio di auguri.
In tale occasione il sindaco consegnerà alle giovani calciatrici una
pergamena quale attestato di riconoscimento per le loro attività.
Comincerà giovedì 27 agosto presso il centro
sportivo “Sporting Club Bellaria” il
ritiro precampionato dell'Asd Salento Donne
La Divisione
Calcio Femminile ha fissato le date degli spareggi di Serie B per la
promozione in A2. Nel Girone B Sudtirol
– F.Verona si gioca domenica 24 maggio alle ore 17.30 allo
Stadio “Briamasco” di Trento; nel girone D Acese
– Sezze si disputa sempre mercoledì 24 alle ore 18.45 allo
Stadio Comunale di Rossano Calabro (Cs).
Conclude il campionato con
una sconfitta la Pro Reggina che sul campo della Salernitana rimedia
4 gol.
Salento - Siena: 0 - 3
Domina Neapolis Acerrana: "Nella A2 ci credo"
Intervista a Cristiano Giannotti, preparatore atletico e mister della Domina Acerrana.
Le lamensi si impongono 2-1, a segno De Angelis e Salvatori Rinaldi
Quinto risultato utile per
la Pro Reggina che supera di misura il Ginnic Club per 2 a 1 allo stadio
comunale di Sciacca.
Vesevus Trecase: mister Marano lascia o resta alla guida della squadra?
Scritto da Calcio Femminile,
25-03-2009
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Vesevus Trecase
Quattro chiacchiere
con Mister Marano
Mister:
lascia o resta alla guida del Vesevus Trecase?
Quasi arrivati
a fine campionato, è tempo per le società e per i propri mister di
tirare le somme e guardare al futuro. Pertanto, abbiamo chiesto a mister
Marano (del Vesevus Trecase), le sue considerazioni in merito al campionato,
alla sua prima esperienza in Serie B e infine i suoi programmi per il
futuro, considerata la sua crescita esponenziale nel giro di tre anni
alla guida delle vesuviane.
1- Come
le è sembrata questa nuova esperienza in B con un gruppo che non si
è distaccato molto da quello dello scorso anno?
Molto bella e soddisfacente.
Siamo riusciti, lavorando assieme al preparatore Giuseppe Vito, alle
ragazze e alla società di creare un bel gruppo e un ottimo rapporto
sia in campo che fuori, accompagnato da ottimi risultati, che come primo
anno in B non è male. L’unica nota negativa quest’anno, un po’
di infortuni di troppo che hanno tenuto banco sin dal ritiro a Morcone
e che ci stanno tutt’ora penalizzando.
Più
le gioie o i dolori da questo campionato?
Direi pari. Di gioie,
assieme al gruppo delle ragazze ne ho vissute tante, sia dentro che
fuori dal campo come divertimento e come vittorie (soprattutto quella
contro l’Acese) ma purtroppo anche tanti dolori a seguito, come detto
prima, di infortuni che ancora oggi non hanno permesso il pieno recupero
di Visiello, Cascone, Manzo, De Cesare, poi è capitata la partenza
per motivi di studio di Giusy Miranda. Tutti validi elementi che facendo
parte della rosa avrebbero dato una marcia in più e mi avrebbero dato
la possibilità di fare scelte più ragionate in quanto mi son ritrovato
a far scendere in campo giocatrici ancora non del tutto recuperate dall’infortunio
e giocatrici fuori ruolo.
Con le
“sue” ragazze ormai il rapporto
è collaudato, ma i nuovi acquisti si sono integrati al suo modo d’essere?
Direi proprio
di si. Con il gruppo dello scorso anno, ho avuto sempre un rapporto
bellissimo. Ma anche con i 5 nuovi acquisti si è instaurato da subito
un rapporto di stima e di fiducia reciproca. Sin da subito, queste ragazze
che avevano già esperienza di Serie B, si sono subito messe al servizio
del gruppo e con molta umiltà “più sono brave, più sono umili”
han saputo prendere per mano le altre e farle crescere. Un plauso và
davvero a tutte: alle “vecchie” e alle nuove iniziando dal numero
uno Radu, che se avesse un po’ di continuità in più risulterebbe
uno dei migliori portieri a livello nazionale, la “divina” Pastorini,
alla grintosa Grillo, all’ingenua Sica (Marika contro tutti), alla
spumeggiante e brava Catapano e dulcis in fundo anche se non ci ha deliziato
con la sua bravura, ferma a causa di infortuni “Occhi di ghiaccio”
De Cesare. Ma se dovessi dire, chi durante questo campionato, impegnativo,
è davvero cresciuta calcisticamente, mi vengono in mente: Esposito
Alessandra, che appena oggi si affaccia nel calcio che conta, ragazza
molto seria e volenterosa con molta voglia di imparare; Ascione Simona,
fino a ieri campionessa Europea di Judo che sono appena 2 mesi che gioca
a calcio e mostra già notevoli progressi; e per finire Fontanella Annalisa
(mia nipote), un baluardo della difesa Vesuviana capace di portare il
ruolo di capitano anche fuori dal campo, e grazie a me oggi ritorna
ad essere una delle calciatrici più brave a livello regionale, nel
calcio che conta; un talento naturale, apprezzata sia dalle compagne
di squadra che dalle altre società. A tutte un grazie di vero cuore.
Si porta dietro
qualche rammarico da questa esperienza in cadetteria?
Si, un
bel po’ di rammarichi ad essere onesto. Il rammarico più grande è
quello di non aver avuto una rosa perfetta, ben assortita. Quest’anno
la nostra rosa era formata infatti da tutti difensori, pochi centrocampisti
e un solo trequartista ed ogni Domenica era un’impresa riuscire a
mettere in campo una formazione consona al proprio ruolo, vedi Catapano
che non ha giocato mai come terzino che è il suo ruolo. Nella prossima
progettualità la società se seguirà i miei consigli dovrà doppiare
il ruolo di ciascuna ragazza partendo, ovviamente, da un buon livello,
per offrire una sana e costruttiva competizione tra di loro ma soprattutto
per raggiungere il risultato finale prefisso che è quello dell’ A2.
Gli errori commessi quest’anno sono stati tanti, dovuti soprattutto
all’inesperienza, ma se sul tavolo, ci sarà un valido progetto si
può imbastire un ottimo campionato sperando di non ricadere nuovamente
negli stessi errori, soprattutto a livello organizzativo.
Un futuro ambizioso
il suo. Cosa bolle in pentola?
Beh, a
me piace essere sempre onesto e corretto verso tutti. Ho parlato chiaro
con la società e se entro 15 giorni non dovesse darmi una risposta
positiva al mio progetto, sarò libero di ricominciare nuovamente e
rimettermi in gioco. Non so se restando nel panorama femminile o valutando
nuovamente il calcio maschile. Tutto dipende dal progetto che mi si
offre. Di questa situazione, ho parlato anche con le ragazze e già
sanno che se il progetto della società non dovesse soddisfarmi e se
non verranno seguite le mie direttive non sarò più alla guida della
squadra il prossimo campionato.
Le piacerebbe
ripetere l’esperienza del calcio femminile con i suoi mille problemi?
Certamente!
Perché comunque è stata un’esperienza che mi ha molto arricchito
sia personalmente che professionalmente. Dietro alla semplice partita
di pallone, ho scoperto mille cose, mille problemi che anziché portarmi
ad allontanarmi, mi hanno attirato sempre di più al punto da volerli
condividere anche con le mie ragazze non certamente rimanendone fuori.
E la cosa che mi ha fatto stare bene è essere riuscito, con il mio
piccolo apporto, a risolverne anche qualcuno di una certa importanza.
.
In che modo il
calcio femminile ha accresciuto il
suo bagaglio di esperienza?
Dal punto
di vista professionale, sono stati 3 anni molto intensi che mi hanno
assorbito tanto, al punto che ho approfondito le mie conoscenze facendo
corsi di aggiornamento e frequentando con successo il corso per Allenatore
di Base Uefa, cosa che fino ad oggi non avevo mai voluto fare. Questo
proprio perché ho sentito la necessità di dare qualcosa alle mie ragazze,
ma anche a me stesso. Dal punto di vista umano, invece, mi son ritrovato
davanti una realtà che non conoscevo, ricca di insidie, ed entrando
in questo contesto quasi subito, ho avuto un brutto impatto, vivendo
un episodio tragico successo a una ragazza, che mi ha fatto aprire gli
occhi dandomi quella spinta e quella volontà a vivere ed affrontare
assieme a loro le loro problematiche.
Quali cambiamenti
apporterebbe a livello di società?
Appena
arrivato, 3 anni fa, mi son reso conto che non c’erano basi organizzative
di nessun tipo, né in campo, né fuori dal campo. Sin da subito, ho
preso molto a cuore questa situazione, anche perché è la mia indole
mettere a disposizione la mia esperienza per gli altri affinché possa
nascere qualcosa di bello e di positivo come oggi è nato. Ho, quindi,
fatto in modo di instaurare un rapporto sincero e professionale sia
con il presidente D’Auria che con il suo Vice Avino e instaurato un
ottimo rapporto con Dalia Sorrentino che si occupava dell’entourage
che girava intorno alla squadra (ma oggi non più), ho sempre avuto
ottimi rapporti di stima e onestà con i miei collaboratori; il primo
anno mi ha dato tanto l’esperienza di Attaianese, Nocerino e la stessa
Dalia che mi hanno fatto capire il calcio femminile a me sconosciuto.
Il secondo anno ho avuto la collaborazione del bravo Gianni Tancredi,
e quest’anno il piacere di avere un collaboratore a 360° come Vito
Peppe, ragazzo calcisticamente bravo e preparato e al di fuori dal campo
disponibile, serio e capace di farsi valere in qualsiasi circostanza.
Alla lunga, tutti insieme siamo cresciuti e qualche risultato si è
visto, anche se non è ancora sufficiente. Quello che totalmente manca
ad esempio, a questa squadra è la presenza di persone (da me continuamente
suggerito) che seguono attivamente la squadra e che possono aiutare
anche nei compiti più semplici, sollevando così la dirigenza da piccoli
impegni, mettendo la loro capacità a disposizione di faccende più
serie. Non sapendo quindi, se il prossimo anno farò parte o meno di
questo gruppo, voglio fare un appello alle ragazze e dire una cosa importante
cioè che la mia disponibilità per voi, sia in campo che fuori dal
campo è sempre la stessa. Su di me potete contare in qualsiasi momento.
Alla società, invece, voglio dire che anche per loro la mia professionalità
e conoscenza calcistica resterà a loro disposizione, dopotutto se ho
passato 3 anni splendidi, avendo avuto il piacere di conoscere ragazze
favolose, è anche merito loro. Grazie.